Archivio della categoria: ANPI

PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA

siamo felici di invitarvi alla prossima 

Pastasciutta Antifascista 

che si terrà 

sabato 25 luglio 

a partire dalle ore 19:00 a Riccò

Anche quest'anno l'iniziativa, realizzata con il sostegno di Coop Alleanza 3.0, sarà ospitata nel piazzale antistante il Circolo ARCI "Antonio Guatelli" di Riccò; circolo che contribuirà all'organizzazione della serata e che rappresenta un vero e proprio presidio di democrazia, cultura e solidarietà del territorio, con cui collaboriamo strettamente per mantenere vivi i valori dell'Antifascismo.


Ci teniamo a sottolineare che l’evento si svolge nell’ambito della rete nazionale delle Pastasciutte Antifasciste curata dall’Istituto Cervi, un legame che per noi ha un significato profondo.


Come quel 25 luglio del 1943 a Campegine, quando la famiglia Cervi offrì la pasta a tutto il paese per festeggiare la caduta del fascismo, la serata sarà prima di tutto un momento dedicato allo stare insieme, alla condivisione e alla comunità, senza dimenticare la Memoria


Quello dei Cervi fu un atto di gioia spontanea, ma profondamente politico: un primo passo di quella Resistenza che, attraverso il sacrificio e l'impegno di tanti, ha conquistato la Pace aprendo la strada alla nascita della nostra Repubblica quindi alla scrittura della Costituzione. 


Ritrovarsi attorno a un piatto di pasta, il 25 Luglio, significa oggi rinnovare il legame tra Memoria e impegno civile, guidato da principi democratici e Antifascismo, valori che fondano la nostra convivenza.


In allegato la locandina dell'iniziativa, che vi invitiamo a diffondere e a distribuire tra i tuoi contatti.

Sarà una bella serata, vi aspettiamo 

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

335 352 439  Davide   -  328 6586 045 Giulio

PASTASCIUTTA FORNOVO 2026

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Il progetto di riforma di legge elettorale depositato in Parlamento dalla maggioranza di centrodestra fa parte del tentativo di ridefinizione degli equilibri istituzionali italiani

Il progetto di riforma di legge elettorale depositato in Parlamento dalla maggioranza di centrodestra, che appare strumentale anche perché presentato a breve distanza dalle prossime elezioni politiche, fa parte del tentativo di ridefinizione degli equilibri istituzionali italiani che il Governo Meloni persegue, fin dal suo insediamento, attraverso la legge 86/24 sull’autonomia differenziata, la proposta di legge sul premierato, la riforma sulla giustizia.

Presentato con l’obiettivo dichiarato di garantire “stabilità” e “governabilità”, il nuovo sistema introduce elementi, quali il premio di maggioranza, l’indicazione preventiva del candidato premier e il mantenimento delle liste bloccate, che, pur con le correzioni apportate dopo le prime audizioni di autorevoli costituzionalisti, mantengono rilevanti criticità sul piano della compatibilità costituzionale e della qualità democratica della rappresentanza parlamentare. [...]


[...] 

Premio di maggioranza: la proposta prevede l’assegnazione automatica di un consistente numero di seggi aggiuntivi alla coalizione vincente qualora superi una determinata soglia di voti. In tal modo, una forza politica che raccolga una percentuale relativamente limitata del consenso popolare potrebbe ottenere una maggioranza parlamentare molto ampia, alterando il principio di proporzionalità e di uguaglianza del voto. Molti costituzionalisti hanno evidenziato come il progetto possa produrre un Parlamento non realmente corrispondente agli orientamenti dell’elettorato. In particolare, è stato osservato che un premio fisso potrebbe consentire alla coalizione vincente di raggiungere circa il 57% dei seggi anche con percentuali di consenso ben inferiori alla maggioranza assoluta dei votanti. Questo meccanismo rischia di compromettere il pluralismo politico, che costituisce uno dei cardini della democrazia parlamentare italiana.

Liste bloccate: il cittadino continuerebbe infatti a non poter scegliere direttamente i parlamentari da eleggere. I candidati sarebbero di fatto nominati dalle segreterie politiche, rafforzando ulteriormente la verticalizzazione del potere nei partiti e indebolendo il rapporto diretto tra eletti ed elettori. In questo modo aumenterebbe la disaffezione dei cittadini verso la politica e aumenterebbe l’allarmante fenomeno dell’astensionismo che sta depotenziando la democrazia rappresentativa.

Obbligo di indicare il nome del candidato premier al deposito delle liste e dei programmi elettorali: è un tentativo di introdurre il “premierato” attraverso una legge ordinaria. Infatti produce un effetto politico plebiscitario, trasformando il voto da scelta parlamentare a investitura personale del capo del governo. Ciò altera la natura della Repubblica parlamentare delineata dalla Costituzione del 1948, nella quale il governo trae legittimazione dalla fiducia delle Camere e non da un rapporto diretto leader-popolo. È gravissimo che un tale sovvertimento delle regole Costituzionali venga proposto su iniziativa del Governo senza coinvolgimento delle opposizioni.

In questo contesto, l’ANPI interpreta la riforma come parte di una più ampia tendenza alla concentrazione del potere esecutivo e alla marginalizzazione degli organi rappresentativi. 

La rappresentanza è un principio costituzionale tramite cui i cittadini esercitano la loro sovranità; la governabilità è sempre subordinata a tale principio, come sottolineato dalla Corte Costituzionale, che ha più volte ribadito che un premio di governabilità non può alterare la natura democratica e rappresentativa della forma di governo parlamentare. Col premio di maggioranza viene meno l’eguaglianza del voto, perché i voti della coalizione vincente avrebbero un peso superiore rispetto agli altri. Tale premio, che contraddice il meccanismo proporzionale, forza di fatto le regole per l’approvazione delle leggi di riforma costituzionale, per l’elezione del Presidente della Repubblica, dei membri laici del CSM, della stessa Corte Costituzionale.

La riduzione del ruolo del Parlamento e la trasformazione del voto in una sorta di investitura personale del leader compromettono lo spirito costituzionale nato dalla Resistenza.

In conclusione, se da un lato è legittimo discutere strumenti che favoriscano governi più stabili, dall’altro l’ANPI ritiene che la legge elettorale debba salvaguardare l’uguaglianza del voto e garantire che il pluralismo e la rappresentanza delle minoranze sociali e politiche non siano alterate da premi di maggioranza. Le critiche mosse dall’ANPI si collocano in questo orizzonte: difendere l’impianto antifascista e parlamentare della Costituzione, preservando i diritti politici dei cittadini e le libertà democratiche, e in questo modo garantire l’esercizio della sovranità popolare sancita dall’art.1.

Per contrastare la proposta di legge elettorale del Governo è necessaria una vasta campagna informativa che permetta l’apertura di un dibattito serio nel Paese; per questo motivo la Segreteria dell’ANPI invita i comitati provinciali a riprendere contatti con le associazioni e le forze politiche che hanno dato vita ai Comitati territoriali per il “NO al referendum sulla magistratura”, in modo da costruire una nuova mobilitazione a difesa dei princìpi costituzionali. 

In tema di diritti costituzionali, la Segreteria richiama inoltre l’attenzione sulle preintese Stato - Regione di Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria che sono al vaglio del Parlamento, la cui approvazione definitiva costituirebbe il primo passo per una diversa redistribuzione delle risorse tra le regioni e un ulteriore passo verso la privatizzazione del Servizio Sanitario Nazionale.


SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

Roma, 3 giugno 2026

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“1946” – Ottanta anni di Repubblica

Un Dono di Arte e Memoria

L'apprezzato artista fornovese Paolo Pelosi dona una straordinaria scultura alla Sezione in occasione dell'ottantesimo anniversario della Repubblica.

Quest' oggi, all'assemblea di bilancio, siamo stati raggiunti dal carissimo Amico, Maestro Paolo Pelosi, che ha omaggiato la nostra Sezione con una sua scultura: un dono di straordinario valore ideale, storico e artistico

Il maestro Paolo Pelosi, , ha voluto omaggiare il nostro sodalizio con una sua opera scultorea originale, capace di racchiudere in un solo, potente colpo d'occhio le radici profonde della nostra democrazia.


Paolo Pelosi non è soltanto uno stimato pittore e scultore fornovese, ma un artista da sempre profondamente calato nel suo tempo, capace di trattare temi come la Guerra, la Pace, il Terrorismo; temi civili che stanno ancora attraversando il nostro quotidiano: un’arte che interroga le coscienze, che rifiuta l'indifferenza, ma riflessione collettiva per tutta la comunità.


La scultura donata alla Sezione rappresenta una sintesi della storia d'Italia. Un Carbonaro del Risorgimento, ferito, che passa idealmente il testimone – simboleggiato dal Tricolore italiano – a un Partigiano.


È l’abbraccio ideale tra due generazioni di resistenti: l'alba del sogno unitario e la sua piena realizzazione democratica, attraverso la l'epopea della Resistenza:  "Nuovo Risorgimento". Contro l'invasore, per una nuova patria fondata su Democrazia, Libertà, Diritti  


Per la nostra Sezione, ospitare questa scultura non rappresenta soltanto un vanto espositivo, ma un monito quotidiano a proseguire nell'opera di custodia e trasmissione della memoria storica, il territorio di Fornovo e i valori democratici nati dalla Resistenza.


Al Carissimo Amico Paolo Pelosi va il ringraziamento più profondo e commosso da parte di tutto il direttivo e degli iscritti. La sua opera continuerà a ricordare a chiunque varcherà la nostra porta che la Repubblica e la Costituzione sono il frutto di una staffetta ideale che non deve interrompersi mai, e di cui noi cittadini, oggi, siamo i fieri custodi.

Grazie Paolo

complessivo

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