Esistono ferite che la Storia ha il dovere non solo di curare, ma di interrogare instancabilmente, anche per avere gli strumenti corretti per vivere il presente e progettare il futuro. Lo facciamo ogni volta che commemoriamo.
Perché commemorare non è un verbo passivo. Commemorare significa, etimologicamente, 'ricordare insieme', non un semplice richiamo alla mente, ma riportare nel cuore.
Non siamo qui solo per celebrare morti, martirii. Il sacrificio di Andrei, Milan, Ras, il loro esempio, interroga noi che siamo vivi. Serve a chiederci: 'Cosa stiamo facendo di quel sacrificio? Cosa stiamo costruendo con quel lascito?'
Ecco cosa facciamo oggi a Vizzola.
In questo mondo in fiamme, dove non esiste più il Diritto, dove dall’Ucraina al Libano, dall’Iran a Gaza, in oltre 50 luoghi nel pianeta esiste la parola: guerra.
Parola che Andrei Milan Ras, volevano cancellare definitivamente. Ecco il loro lascito.
"Evitare le guerre è opera della politica; ma stabilire la pace è opera dell'educazione." Ci ricorda Maria Montessori
Educazione, quindi. Deriva dal latino e-ducere: che potremmo tradurre con condurre fuori, trarre alla luce, una definizione che credo possa ancora descrivere perfettamente la Resistenza e il suo lascito (LEGACY).
L'insegnamento di questi "piccoli grandi maestri" non è militare e neppure fissato in un tempo remoto, ma è un percorso di crescita civile. Ecco il traguardo più grande della Resistenza: offrire un'educazione alla Pace, contro la violenza, contro ogni la sopraffazione, basata sull'eguaglianza e la Solidarietà, garantendo diversità e dissenso. In una parola ANTIFASCISMO. E’ Insegnamento che giunge a noi attraverso il lavoro dell’Assemblea Costituente. Attraverso la Costituzione.
E' il nostro diritto alla felicità. Un diritto che, come ci ricordava Piero Calamandrei, è nato anche davanti il cimitero di Vizzola, dal sangue di Giuseppe Ferdinando, Andrea che consacra questa terra.
Raccontarli con nuovi occhi, per ricordarli sempre. In questo senso...
La Resistenza Continua











